<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Prof. Roberto Binazzi &#187; displasia</title>
	<atom:link href="http://www.robertobinazzi.it/category/displasia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.robertobinazzi.it</link>
	<description>Roberto Binazzi medico specializzato in ortopedia e chirugia artrosica, displasica e artrosi</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Apr 2015 14:51:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>Displasia dell&#8217;anca: la soluzione per i bambini</title>
		<link>http://www.robertobinazzi.it/soluzioni_per_bambini</link>
		<comments>http://www.robertobinazzi.it/soluzioni_per_bambini#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 13:47:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[gabriele]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[displasia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.robertobinazzi.it/?p=1</guid>
		<description><![CDATA[<p>La displasia dell’anca è una delle malformazioni scheletriche più frequenti alla nascita. In circa il 2-3% dei neonati la testa del femore (la sua estremità sferica) non collima in modo preciso con l’acetabolo, la cavità dell’anca destinata a contenerla e &#8230; <a href="http://www.robertobinazzi.it/soluzioni_per_bambini">Continua</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.robertobinazzi.it/soluzioni_per_bambini">Displasia dell&#8217;anca: la soluzione per i bambini</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.robertobinazzi.it">Prof. Roberto Binazzi</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La displasia dell’anca è una delle malformazioni scheletriche più frequenti alla nascita. In circa il 2-3% dei neonati la testa del femore (la sua estremità sferica) non collima in modo preciso con l’acetabolo, la cavità dell’anca destinata a contenerla e a farla ruotare al proprio interno. Spesso si tratta di un difetto passeggero legato a un ritardo fisiologico di maturazione. Altre volte il problema è più marcato e, se non trattato precocemente, può portare fino alla lussazione della testa del femore (perdita completa di contatto tra le due superfici articolari).<a href="http://www.robertobinazzi.it/wp-content/uploads/2014/12/dispalsia_anca_bimbo.jpg" rel="lightbox" ><img class="alignright size-medium wp-image-142" src="http://www.robertobinazzi.it/wp-content/uploads/2014/12/dispalsia_anca_bimbo-300x247.jpg" alt="dispalsia_anca_bimbo" width="300" height="247" /></a> «La displasia congenita dell’anca è una patologia complessa, favorita da alcuni fattori &#8211; spiega Nicola Portinaro, direttore della Clinica Ortopedica dell’Università degli Studi di Milano e responsabile dell’Unità Operativa di Ortopedia Pediatrica dell’Istituto clinico Humanitas di Milano -. Alcuni fattori sono meccanici, come la posizione podalica durante la gestazione o una grande elasticità dei legamenti. C’è inoltre una sorta di predisposizione genetica: se papà o mamma hanno avuto problemi di questa natura, è più probabile che anche i figli ne soffrano. In genere è più comune nelle femmine, ma più grave nei maschi». Come si riconosce il problema? «Non basta l’esame clinico. Nei casi di displasia lieve e moderata questo, infatti, può risultare negativo. L’esame d’elezione per la diagnosi rimane l’ecografia, da eseguire nei primi mesi di vita. Purtroppo solo poche Regioni offrono lo screening su tutti i neonati. Il controllo ecografico andrebbe eseguito da due a tre mesi dopo la nascita ed entro i due mesi se ci sono fattori di rischio. Una diagnosi precoce permette di privilegiare strategie terapeutiche meno aggressive, con indubbi benefici per il bambino». Quali sono i rimedi possibili? «Il trattamento varia a seconda della gravità del difetto e del momento in cui viene diagnosticato. In alcuni casi le anche cosiddette immature identificate alla nascita con l’ecografia, si risolvono senza trattamento. Se la displasia è più grave, si preferisce in genere proporre un divaricatore morbido, che tiene immobilizzate le anche in una posizione corretta e fisiologica, permettendo così la guarigione della displasia. Questo tutore va tenuto giorno e notte per un periodo variabile a seconda della gravità del problema. In passato, nelle forme lievi è stato proposto l’utilizzo di un doppio pannolino, ma questa strategia non consente di mantenere la posizione ottimale con gambe divaricate e ginocchia flesse. In caso displasie molto gravi, con anca non lussata ma instabile, può rendersi necessaria l’immobilizzazione con un apparecchio gessato. Se invece l’anca è lussata, spesso si ricorre a un intervento chirurgico sulle strutture muscolari e tendinee per permettere alla testa del femore di essere posizionata all’interno dell’acetabolo. Infine, nei casi più ostinati, in bambini più grandi, può essere necessario ricorrere a un intervento chirurgico più invasivo per restituire una corretta anatomia all’articolazione».] La displasia dell’anca è una delle malformazioni scheletriche più frequenti alla nascita. In circa il 2-3% dei neonati la testa del femore (la sua estremità sferica) non collima in modo preciso con l’acetabolo, la cavità dell’anca destinata a contenerla e a farla ruotare al proprio interno. Spesso si tratta di un difetto passeggero legato a un ritardo fisiologico di maturazione. Altre volte il problema è più marcato e, se non trattato precocemente, può portare fino alla lussazione della testa del femore (perdita completa di contatto tra le due superfici articolari). «La displasia congenita dell’anca è una patologia complessa, favorita da alcuni fattori &#8211; spiega Nicola Portinaro, direttore della Clinica Ortopedica dell’Università degli Studi di Milano e responsabile dell’Unità Operativa di Ortopedia Pediatrica dell’Istituto clinico Humanitas di Milano -. Alcuni fattori sono meccanici, come la posizione podalica durante la gestazione o una grande elasticità dei legamenti. C’è inoltre una sorta di predisposizione genetica: se papà o mamma hanno avuto problemi di questa natura, è più probabile che anche i figli ne soffrano. In genere è più comune nelle femmine, ma più grave nei maschi».</p>
<p>Come si riconosce il problema?<br />
«Non basta l’esame clinico. Nei casi di displasia lieve e moderata questo, infatti, può risultare negativo. L’esame d’elezione per la diagnosi rimane l’ecografia, da eseguire nei primi mesi di vita. Purtroppo solo poche Regioni offrono lo screening su tutti i neonati. Il controllo ecografico andrebbe eseguito da due a tre mesi dopo la nascita ed entro i due mesi se ci sono fattori di rischio. Una diagnosi precoce permette di privilegiare strategie terapeutiche meno aggressive, con indubbi benefici per il bambino».</p>
<p>Quali sono i rimedi possibili?<br />
«Il trattamento varia a seconda della gravità del difetto e del momento in cui viene diagnosticato. In alcuni casi le anche cosiddette immature identificate alla nascita con l’ecografia, si risolvono senza trattamento. Se la displasia è più grave, si preferisce in genere proporre un divaricatore morbido, che tiene immobilizzate le anche in una posizione corretta e fisiologica, permettendo così la guarigione della displasia. Questo tutore va tenuto giorno e notte per un periodo variabile a seconda della gravità del problema. In passato, nelle forme lievi è stato proposto l’utilizzo di un doppio pannolino, ma questa strategia non consente di mantenere la posizione ottimale con gambe divaricate e ginocchia flesse. In caso displasie molto gravi, con anca non lussata ma instabile, può rendersi necessaria l’immobilizzazione con un apparecchio gessato. Se invece l’anca è lussata, spesso si ricorre a un intervento chirurgico sulle strutture muscolari e tendinee per permettere alla testa del femore di essere posizionata all’interno dell’acetabolo. Infine, nei casi più ostinati, in bambini più grandi, può essere necessario ricorrere a un intervento chirurgico più invasivo per restituire una corretta anatomia all’articolazione».</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.robertobinazzi.it/soluzioni_per_bambini">Displasia dell&#8217;anca: la soluzione per i bambini</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.robertobinazzi.it">Prof. Roberto Binazzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertobinazzi.it/soluzioni_per_bambini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Incidenza displasia anca nelle popolazioni</title>
		<link>http://www.robertobinazzi.it/incidenza-displasia-anca-nelle-popolazioni/</link>
		<comments>http://www.robertobinazzi.it/incidenza-displasia-anca-nelle-popolazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2014 19:56:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[gabriele]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[displasia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.robertobinazzi.it/?p=168</guid>
		<description><![CDATA[<p>La displasia congenita dell’anca (DCA) ha una frequenza variabile fra le varie popolazioni (la più colpita è quella caucasica). Esistono sostanziali differenze fra i diversi paesi che a loro volta presentano regioni endemicamente più colpite (Italia 0,1-0,7%). Entro l&#8217;anno di &#8230; <a href="http://www.robertobinazzi.it/incidenza-displasia-anca-nelle-popolazioni/">Continua</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.robertobinazzi.it/incidenza-displasia-anca-nelle-popolazioni/">Incidenza displasia anca nelle popolazioni</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.robertobinazzi.it">Prof. Roberto Binazzi</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La displasia congenita dell’anca (DCA) ha una frequenza variabile fra le varie popolazioni (la più colpita è quella caucasica). Esistono sostanziali differenze fra i diversi paesi che a loro volta presentano regioni endemicamente più colpite (Italia 0,1-0,7%). Entro l&#8217;anno di età gli strumenti di diagnosi sono la clinica, l&#8217;ecografia e la radiografia. Gli obiettivi da raggungere sono 3:</p>
<p>    riduzione dell&#8217;epifisi;<br />
    contenzione della stessa;<br />
    e maturazione dell&#8217;anca.</p>
<p>Riduzione</p>
<p>In presenza di lussazione dell&#8217;anca (tipo ecografico IV di Graf) o di sublussazione (tipo IIIa e IIIb di Graf), è necessario prima di tutto ottenere la riduzione dell&#8217;epifisi nella sua sede fisiologica. Questa può essere ottenuta con la trazione (che è obbligatoria anche nella anche lussate tipo IV di Graf) e consigliata in quelle tipo III. La riduzione immediata va eseguita entro i 3 mesi di età, solo quando è possibile riportare l&#8217;epifisi entro il cotile in modo dolce, quasi atraumatico, esercitando una minima pressione senza che residui eccessiva tensione dei muscoli adduttori (una certa tensione è utile in quanto favorisce la stabilità dell&#8217;anca e una penetrazione dell&#8217;epifisi nella sede corretta).</p>
<p>L&#8217;ecografia può essere di grande aiuto nel decidere se un&#8217;anca debba essere posta in trazione ma altrettanto fondamentale risulta l&#8217;esperienza clinica e la manualità nel valutare la centrazione e la stabilità dell&#8217;articolazione da trattare.</p>
<p>Divaricatori mobili possono mantere centrata un&#8217;anca sublussata ma è elevato il rischio di dislocazione perstistente o di necrosi epifisaria se l&#8217;applicazione non è corretta e non vengono eseguiti controlli ravvicinati nel tempo e regolari.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.robertobinazzi.it/incidenza-displasia-anca-nelle-popolazioni/">Incidenza displasia anca nelle popolazioni</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.robertobinazzi.it">Prof. Roberto Binazzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertobinazzi.it/incidenza-displasia-anca-nelle-popolazioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

 Served from: www.robertobinazzi.it @ 2026-09-12 01:48:24 by W3 Total Cache -->